A Tempio il progetto che mette al centro gli studenti

Grande successo per i convegni di Agitamus.

Dopo mesi trascorsi a contatto con le scolaresche c’è molta trepidazione da parte degli psicologi di riferimento nel vedere i lavori che le classi, con la complicità di maestre e professori, sono stati in grado di preparare in occasione dei convegni finali di Agitamus.

Due orette di adrenalina pura per tutti i partecipanti perché ad assistere, di solito, ci sono altre classi dell’istituto, tanti genitori e la presenza di almeno un testimonial paralimpico. La ciliegina sulla torta arriva con l’adesione di esponenti dell’amministrazione comunale, ma ciò a volte non accade.

Aspetto, quest’ultimo, che l’ideatore del progetto Manolo Cattari vorrebbe maggiormente affinato proprio perché la voce innocente dei ragazzi può essere un utile strumento per favorire interventi concreti della municipalità volti a raggiungere le pari opportunità tra le persone con disabilità e quelle senza.

Tale capitolo verrà studiato a fondo nel secondo semestre quando oltre venticinque istituti comprensivi daranno ulteriore smalto a questa importante impalcatura voluta dal vice presidente vicario del Cip Sardegna Paolo Poddighe, riuscito nell’intento di coinvolgere in prima fila la Regione Sardegna, favorevolmente colpita da una strategia mirante ad annullare le barriere architettoniche e soprattutto mentali.

Ma ciò che rende particolarmente felici gli attori di Agitamus sono le originalità dei progetti che abbracciano tutte le arti: disegno, musica, danza, fotografia,recitazione, scrittura, poesia e tanto altro. Di recente, nel nord Sardegna, se ne sono visti a Sorso, Perfugas e Alghero. Lavori che poi contrassegneranno le giornate conclusive di Sassari e Cagliari rispettivamente il 30 e il 31 di maggio.

“Ringrazio questo bellissimo gruppo che sa essere coeso in tutta l’isola – ha dichiarato Paolo Poddighe – su un progetto innovativo che sta rilanciando il comitato paralimpico. Siamo tutti orgogliosi di quello che stiamo facendo, e il nostro consiglio lo ha manifestato più volte confermando l’entusiasmo per la buona riuscita degli eventi”.

Senza impegno e responsabilità Agitamus sarebbe una bellissima auto ma senza carburante, perché l’entusiasmo molto spesso non basta. La riflessione è della psicologa Chiara Azzu che ha seguito anche l’evolversi dei lavori all’Istituto Comprensivo di Tempio Pausania, supportata dalla coordinatrice territoriale del progetto Monica Pirina.

Nel primo modulo (Muoversi diversamente) hanno attirato le attenzioni dei discenti i giocatori espressi dalla FIBa (Federazione Italiana Parabadminton) Adriano Tiberi, Enrico Casu e Andrea Pileri, tutti militanti nella Shalom di Luras.

Sul “Pensare e comunicare diversamente”, si sono manifestati Giovanni Marongiu e Simone Carta, nuotatori del Progetto AlbatroSS, in rappresentanza della FISDIR (Federazione italiana sport paralimpici degli intellettivo relazionali).

Il terzo modulo, Vivere e sentire diversamente, è stato ravvivato da un rappresentante della FISPIC (Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi),Giuseppe Scanu, giocatore di Torball presso la Tigers Paralimpyc Cagliari.

E la parola passa subito a lui, rimasto molto contento da questo incontro speciale: “Spiegare ai ragazzi i meccanismi degli sport paralimpici non è affatto semplice – sottolinea Giuseppe Scanu – ma allo stesso tempo genera delle belle sensazioni perché hai l’opportunità di descrivere ad altri le dinamiche della disciplina che pratichi quotidianamente. Studenti elementari e medi li ho visti molto coinvolti nel cimentarsi con il Torball. Penso che abbiano percepito pienamente il disagio che noi disabili proviamo nel muoverci, quando dalla loro classe, bendati e guidati dai loro compagni, sono arrivati sino alla palestra. E questo ha fatto capire quanto anche la loro scuola sia più o meno accessibile; sono infatti seguite disquisizioni sui luoghi da sfruttare per favorire la libera circolazione a tutti quanti. Nel fare gli esercizi li ho visti molto affiatati tra loro, anche nel seguire alla lettera i regolamenti, Baseball compreso”.

Simone Carta e Giovanni Marongiu hanno il grande potere di trasferire tanta voglia di vivere a chi li ascolta: “ Siamo contenti di aver raccontato ai ragazzi della nostra esperienza ai campionati italiani di nuoto a Fabriano – hanno detto – e ci siamo divertiti con loro, sicuramente perché ci hanno accolto molto bene”.

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