Il vice sindaco di Tempio Addis rilancia: “Vogliamo un servizio sanitario decente”

La lettera.

Il vice sindaco di Tempio Pausania Addis ha inviato una lettera al direttore dell’Area Socio Sanitaria Locale di Olbia ASSL Olbia per contestare la chiusura del reparto di chirurgia e la situazione dell’ospedale Paolo Dettori.

“Spett.le Direttore,

Le scrivo per sottolinearle, con enorme dispiacere e ancora una volta con un certo disappunto, come, in seguito alla nota inviata in data 28 giugno da questa amministrazione riguardante la situazione del reparto di chirurgia e la sua chiusura, mi aspettassi quantomeno una risposta. Posso dire, non con sorpresa, che fino ad oggi questo non è avvenuto. Cosa che di certo, anche se frustrante, non scoraggia e non scoraggerà me e la comunità che mi sostiene in questa battaglia.

Una battaglia sacrosanta e giusta che mi sento di portare avanti in nome di un diritto sancito dalla costituzione stessa, il diritto alla salute. Una battaglia che il vostro silenzio non riuscirà a spegnere. Perché noi sappiamo di essere dalla parte giusta. Non chiediamo l’impossibile ma il necessario o almeno una più attenta e comprensibile gestione delle risorse umane a disposizione. Considerata la non giustificata chiusura del reparto di chirurgia, di cui vorremmo vedere al più presto la riapertura e nelle more che ciò avvenga, sarebbe auspicabile si procedesse ad una più produttiva, organica e razionale gestione delle risorse umane che qualora vi fosse eviterebbe situazioni, gravi e incresciose, di malasanità come quella verificatasi giovedì 4 luglio nel Pronto Soccorso della città, che nonostante l’altissima frequenza delle prestazioni (nella giornata si sono verificati picchi di 100 visite con code oltre la sopportazione umana) poteva contare su di un solo medico. Una situazione veramente insostenibile ed evidentemente pericolosa che non possiamo tollerare perché si gioca sulla nostra pelle e quella dei nostri figli.

Nelle more della chiusura del reparto di Chirurgia, il Pronto Soccorso che serve l’intero territorio deve essere potenziato. E non ci può essere giustificazione alcuna per decisioni diverse, che evidentemente a questo punto, avrebbero obiettivi completamenti differenti da quelli dichiarati e che invece si dovrebbero avere per la piena tutela e garanzia della salute e della vita delle persone.

In particolare si chiede che i medici del reparto Chirurgia trasferiti temporaneamente in servizio a Olbia, possano invece essere impiegati nei turni di Pronto Soccorso a Tempio in modo tale che oltre al medico del Pronto Soccorso possa esserci in turno anche un medico chirurgo. Il servizio avrebbe così anche uno specialista oltre al medico in servizio al Pronto Soccorso.

Le chiedo pertanto, a nome della comunità e del territorio, di valutare l’accoglimento di questo suggerimento e predisporre gli accorgimenti necessari per garantirci, come nostro diritto, un servizio sanitario decente. Non riesco a capire come siamo arrivati a questa condizione veramente assurda. Ma il Pronto Soccorso per noi è una questione di vita o di morte, nel vero senso del termine. Le chiedo pertanto, a nome della comunità e del territorio, di mettervi una mano sulla coscienza. Qui si parla di uguaglianza, di un accesso alle cure uguale per tutti.

Si sottolinea quanto sia auspicabile e doverosa su queste questioni un’interlocuzione con l’Istituzione da me rappresentata. In mancanza di positivi e immediati riscontri questa Autorità si riserva di attivare a tutela dei diritti della comunità amministrata tutte le azioni nelle utili e opportune sedi, ivi comprese quelle legali”.

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