Il Consiglio di Stato dà ragione al Comune di Arzachena sui beni della banda della Magliana
Il Comune di Arzachena incassa una vittoria al Consiglio di Stato sui terreni di Cannigione confiscati alla banda della Magliana. La zona dello stagno di Saloni, che si affaccia nel golfo di Arzachena, era finite in mano alla criminalità. In seguito alla confisca è partito un lungo e travagliato iter per trasformarla in un parco inclusivo. Un sogno ulteriore è quello di sfruttare il rio San Giovanni per collegare Cannigione col vecchio Mulino di Arzachena, alle porte del paese.
- LEGGI ANCHE: Nuova indagine sulla Banda della Magliana, sequestro milionario a Olbia: un residence turistisco fronte mare
Ribaltata la sentenza del Tar Lazio
Con finanziamenti comunali e regionali sono state fatte alcune manutenzioni e poco altro, per questo il Comune ha deciso di puntare sui fondi del Pnrr. C’è una voce specifica che riguarda i beni confiscati e la loro valorizzazione con fini di pubblica utilità. Ma le procedure seguite e alcune interpretazioni sulla titolarità del bene hanno portato all’esclusione. Perdendo così la possibilità di partecipare al bando e ottenere due milioni e mezzo di euro. Inutile anche il ricorso al Tar del Lazio, che aveva confermato la bocciatura, ma ora il Consiglio di Stato ha ribaltato il giudizio. Arzachena ora punta tutto sul progetto del “Saloni parco dell’inclusione”.
“Accolgo con grande soddisfazione la sentenza del Consiglio di Stato che, finalmente, conferma le ragioni del Comune – commenta Cristina Usai, consigliera delegata al Patrimonio e Finanze del Comune di Arzachena -. Nonostante le critiche e le difficoltà, ho difeso con convinzione la validità di questo progetto, che risponde pienamente ai requisiti del bando europeo e a cui tanti uffici comunali hanno collaborato per la stesura. Ora i documenti potranno essere valutati nel merito e ambire a un buon posto in graduatoria. Auspichiamo in un riscontro positivo viste le finalità di carattere sociale e inclusivo contenute nelle idee progettuali a favore delle donne vittime di violenza, delle famiglie che affrontano momenti di difficoltà e dei giovani”.
“La richiesta di finanziamento è finalizzata alla realizzazione di percorsi naturalistici, zone relax e servizi utili alla comunità – precisa Michele Occhioni, delegato all’Ambiente -. Si tratta di un progetto importante dal punto di vista naturalistico per la posizione strategica dei terreni confiscati alla mafia alla foce del rio San Giovanni, ma lo è anche per il suo valore sociale: un simbolo di cambiamento a favore del bene comune. Siamo fiduciosi che la bontà del progetto venga valutata positivamente dalla commissione. Il finanziamento del parco di inclusione sociale sarebbe il primo tassello per raggiungere un obiettivo ancor più ambizioso, quello del parco fluviale “Saloni – Lu Mulinu” per la valorizzazione dell’intera area che, dal mare del golfo di Arzachena, porta all’entroterra, dove sorge il vecchio mulino in pietra del paese”.
