Il Pd interviene a gamba tesa sui problemi col Puc del Comune di Arzachena
Il Comune di Arzachena deve rifare l’iter per il Puc approvato ad agosto e il pd chiede le dimissioni della maggioranza dopo “una vera e propria Caporetto”.
“Dopo mesi di roboanti proclami, false rassicurazioni, accuse di terrorismo nei confronti di chi cercava di spiegare alla popolazione la sostanza del Piano Urbanistico adottato con il blitz di Ferragosto, seguiti da altrettanti mesi di silenzio, la Giunta Comunale, con una deliberazione passata in sordina, dispone di procedere con la revisione del Puc”. Così attacca il consigliere Pd Sebastiano Beccu.
Il Pd ricorda le correzioni da fare al Puc di Arzachena
“Non si tratta di semplici correttivi, ma di una vera e propria retromarcia su tutto quanto pianificato: le nuove zone C di espansione verranno ridimensionate, le zona B nei borghi verranno anch’esse ridimensionate (o meglio eliminate visto che come più volte sottolineato da più voci è vietato pianificarne di nuove da 40 anni), le fantasiose nuove zone G di ben 3100 ettari (!!) dovranno anch’esse essere riviste in riduzione, per non parlare della doverosa verifica della vocazione agricola di diverse zone, falcidiate dall’attuale maggioranza a danno degli agricoltori”.
“Altro che “svolta storica per una gestione del territorio in modo moderno e sostenibile”, per usare le parole del Sindaco Ragnedda e dell’Assessore Malu. Una vera e propria Caporetto, predetta non solo dal Partito Democratico, ma dai tecnici e dagli stessi cittadini che, inascoltati, chiedevano alla maggioranza di condividere le scelte pianificatorie in un’ottica di collaborazione, con l’invito a rimandare un’adozione al buio che di fatto ingessava, attraverso le norme di salvaguardia, l’intero territorio. Cosa ne sarà delle ‘osservazioni’ presentate dai cittadini dopo che sindaco e assessore hanno affermato a più riprese l’intenzione di accettarle quasi in toto”.
“Oggi la maggioranza parla di riadozione che nella realtà non è altro che il ritiro del PUC per poi procedere con l’approvazione di un nuovo strumento totalmente diverso, sperperando ulteriori risorse finanziarie da corrispondere alla società incaricata di redigere il piano che fanno emergere oltretutto un evidente danno erariale imputabile esclusivamente al dietrofront compiuto dalla giunta”.
“Venga ridata la parola ai cittadini”
“Gli arzachenesi devono sapere che, al contrario dei millantati accordi con istituzioni regionali e nazionali, la maggioranza ha interrotto da mesi il processo di copianificazione con la Regione e gli altri enti competenti, ma già nella prima fase della Valutazione di Impatto ambientale, sono state contestate da questi le scellerate scelte pianificatorie, tra le quali l’intento di mascherare, attraverso la previsione di nuove zone commerciali extraurbane (le Zone D), implicite sanatorie di attività prive di autorizzazioni.
Il Partito Democratico non può che insistere con la richiesta di ritiro del PUC adottato e, visti i risultati, chiede le contestuali dimissioni di una maggioranza che pur in carica da oltre sette anni, nei fatti, ha fallito per presunzione ed evidente inadeguatezza. Venga ridata la parola ai cittadini e che sia il nuovo consiglio comunale a programmare il futuro di Arzachena, attraverso un percorso trasparente e aperto al dialogo”.
