La vicenda del progetto turistico a Cala Finanza.
Gli ambientalisti del GrIg (Gruppo di Intervento giuridico) sostengono il ricorso della Regione al Tribunale amministrativo regionale contro il progetto a Cala Finanza. L’8 luglio il Tar della Sardegna esaminerà il ricorso presentato dalla Regione per l‘annullamento dell’autorizzazione unica ZES che consente alla società italo-brasiliana Tavolara Bay di avviare un imponente progetto di trasformazione immobiliare sulla costa di Loiri Porto San Paolo, tra Cala Finanza e Punta La Greca.
L’associazione sostiene la Regione.
In vista dell’udienza, l’associazione ecologista Gruppo d’intervento giuridico, assistita dall’avvocato Carlo Augusto Melis Costa, sta depositando un intervento ad adiuvandum a sostegno dell’azione legale regionale. La contestazione riguarda un’area costiera di circa cinquanta ettari, più altre decine nell’entroterra ricche di macchia mediterranea, dove la società intende realizzare un complesso ricettivo di lusso comprensivo di un hotel a cinque stelle, trenta ville, ristoranti, servizi commerciali e persino un porto turistico e un campo da golf.
Il governatore Alessandra Todde e diverse sigle ambientaliste hanno già espresso ferma contrarietà a questa operazione, che ha sfruttato le procedure semplificate della Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno. Il presidente del Grig, Stefano Deliperi, solleva infatti un interrogativo cruciale sulla legittimità di utilizzare le agevolazioni nate per lo sviluppo industriale e imprenditoriale come strumento per scavalcare le competenze urbanistiche regionali garantite dallo statuto speciale e per superare i vincoli costituzionali del Codice dei beni culturali e del paesaggio, una questione di principio che troverà il suo primo riscontro proprio davanti ai giudici amministrativi.
