Parla il padre del killer reo confesso di Cinzia Pinna.
Anche il padre di Emanuele Ragnedda, Mario, ha deciso di rilasciare interviste, ma a differenza della madre crede alla versione del figlio. Ai microfoni de ”La vita in diretta”, su Rai 1, ha dichiarato che lui è “non è un mostro, non è come viene dipinto, ma è buono, generoso e altruista”. Il genitore ha aggiunto che è “Cinzia Pinna è come una figlia“, ma che il 41enne ha dovuto decidere se vivere o morire in quel momento.
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Dunque l’uomo crede alla versione del figlio, perché lei “era una ragazza che aveva problemi e non aveva un alloggio” e ha avuto paura per la propria vita. Da una parte c’è una madre, Nicolina Giagheddu, che ha espressamente condannato le azioni del figlio e non crede alla versione riportata agli inquirenti. Da una parte c’è un padre, Mario Ragnedda, che è fermamente convinto che suo figlio stia dicendo la verità.
I primi esiti dell’autopsia di oggi, 2 ottobre, hanno chiarito che la 33enne di Castelsardo è morta per tre colpi partiti dalla pistola del reo confesso. Di questi tre spari uno ha causato la morte della ragazza. Nelle prossime ore l’autopsia cercherà di chiarire se Pinna è stata uccisa in seguito a un tentato stupro o se Emanuele Ragnedda sta dicendo la verità. Resta da chiarire anche il perché il 41enne ha nascosto il suo corpo anziché chiamare i soccorsi o costituirsi subito.
