Il comitato gallurese sulla Pratobello aggiunge i volti degli esponenti Pd
Nessuna marcia indietro, il comitato gallurese per la Pratobello rilancia e pubblica pure i volti degli esponenti Pd. Le fotine segnaletiche di cinque capogruppo di maggioranza sono state integrate con quelle del capogruppo Dem, Roberto Deriu, e del presidente del Consiglio regionale, Piero Comandini. “Da ulteriori analisi della situazione politica in Sardegna – scrivono -, ci risulta che questi due signori abbiano una certa responsabilità verso il popolo Sardo”. Le loro facce aggiungono a quelle di Maria Laura Orrù (Avs), Michele Ciusa (M5s), Luca Pizzuto (Sinistra Futura), Sebastian Cocco (Uniti per Todde) e Sandro Porcu (Orizzonte Comune).
L’attacco continua
La loro personalizzazione della protesta ha creato molti malumori, ma tirano dritto. “Affermano che non si faranno intimidire dalle nostre proteste: cioè che continueranno a operare con dispotismo e arroganza – attaccano -. Disponendo delle nostre risorse come a loro piace e svendendo ciò che siamo e possediamo.
Ma hanno sbagliato Paese: qui vige ancora la democrazia e la libertà di espressione. E noi continueremo ad esercitarla e a difenderla. Continueremo ad esercitare il diritto alla critica della classe politica, mostrandovi ancora i volti, i nomi, i partiti, affinché alle prossime elezioni tutti conoscano azioni e responsabilità”.
La scelte della maggioranza di portare avanti la legge Aree idonee. “Un DdL espressione di cieca obbedienza a un disegno dittatoriale, che prevede per la Sardegna una devastazione senza precedenti -scrivono dal Coordinamento Gallura contro la speculazione eolica e fotovoltaica -. 211.000 persone hanno espresso la loro volontà di fermare questa devastazione attraverso il più nobile degli strumenti di Democrazia diretta: la Legge di iniziativa popolare. Ora hanno il diritto di conoscere il nome di chi li ha traditi e che vorrebbe chiudere loro la bocca”.
“La condanna del dissenso ha un nome: totalitarismo. Ma noi sappiamo che la democrazia non è ancora finita. Perciò seguiremo a richiamare alla memoria, senza intenti intimidatori, i volti e i nomi di chi ha detto No alla legge di iniziativa popolare, tentando di delegittimarla per imporre l’ignobile DdL “Aree idonee”. Continueremo a parlare di loro, affinché i futuri elettori se ne ricordino. I nomi dei partiti e dei responsabili di questo tradimento siano ben chiari, in vista delle prossime elezioni”.
