Il mistero della morte di Giovanni Marchionni.
Sono riprese le indagini sulla mote di Giovanni Marchionni a Portisco, con un sopralluogo stamattina nello yacht ormeggiato nella Marina di Portisco, a Olbia. L’imbarcazione, un motoscafo di 17 metri, è ancora sotto sequestro e la Procura di Tempio sta cercando di risolvere il mistero legato a questa tragedia.
LEGGI ANCHE: Giovanni Marchionni, forse morto per aver inalato acido sullo yacht
Indagini sulle batterie e impianto elettrico.
L’ingegnere Giuseppe Mangano, perito incaricato dalla Procura, sta conducendo accertamenti mirati sulle batterie e sull’intero impianto elettrico e di ricarica, sotto lo sguardo del procuratore Gregorio Capasso presente in banchina.
Le accuse.
L’inchiesta per omicidio colposo a carico di ignoti, coordinata dal pubblico ministero Milena Aucone, ha subito una svolta decisiva dopo il deposito delle relazioni autoptiche e degli esami tossicologici. Stando ad esse il 21enne di Bacoli è morto dopo aver inalato acido solfidrico, un gas altamente tossico che potrebbe essersi sprigionato proprio dai sistemi di bordo.
Le verifiche odierne puntano dunque a individuare l’esatta origine della letale emissione gassosa per chiudere il cerchio su una tragedia che attende risposte da ormai quasi un anno, quel maledetto 8 agosto dove un ragazzo così giovane è morto in un incidente sul lavoro che è ancora un giallo.
