Omicidio Pinna, svolta vicina: il perito ha fatto accesso al pc di Ragnedda

Omicidio Cinzia Pinna

Indagini sull’omicidio di Cinzia Pinna.

Le indagini sull’omicidio di Cinzia Pinna stanno andando avanti per scoprire il movente del delitto avvenuto tra l’11 e 12 settembre. La prossima settimana saranno analizzati il DNA e le impronte digitali raccolte dai carabinieri del Ris di Cagliari durante gli scorsi sopralluoghi a Conca Entosa, la tenuta teatro del delitto della 33enne di Castelsardo.

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Nei prossimi giorni sarà anche clonato l’hard disk del pc di Emanuele Ragnedda, il reo confesso del femminicidio. La Procura di Tempio ha nominato il consulente tecnico che si occuperà dell’operazione sul computer del 41enne utilizzato dopo il delitto e con il quale avrebbe comunicato con alcune persone. Il Pc era stato sequestrato dagli inquirenti dopo la sua ammissione, avvenuta 12 giorni dopo l’omicidio della donna. Anche su questo dispositivo informatico, gli specialisti del RIS effettueranno le analisi per rilevare tracce di impronte e DNA.

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Recentemente, stando a quanto riporta l’Unione Sarda, si è riusciti ad accedere i dispositivi. Inizialmente i tecnici della Procura non erano riusciti ad accedere ai dati a causa della mancanza delle password. Il sistema di sicurezza del noto marchio, infatti, impedisce l’accesso ai dispositivi senza il codice di sblocco e l’azienda non fornisce informazioni a riguardo. E’ stata Rosa Maria Elvo, la donna indagata per favoreggiamento assieme a Luca Franciosi. La 50enne ha fornito le chiavi d’accesso al computer di Ragnedda, collaborando con gli inquirenti.

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