Il femminicidio di Cinzia Pinna a Palau.
La verità sul femminicidio di Cinzia Pinna è vicina. Domani mattina ci sarà l’autopsia sul corpo della 33enne uccisa da Emanuele Ragnedda nella notte tra l’11 e 12 settembre nella sua tenuta di Palau. Oltre ad essa i legali della famiglia della giovane di Castelsardo sono pronti al nuovo sopralluogo nella villa degli orrori dove è maturato l’omicidio. Lo fanno sapere Antonella e Nino Cuccureddu, che rappresentano la famiglia della donna uccisa.
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I legali hanno fatto sapere che la famiglia Pinna eserciterà tutte le facoltà consentite in questa fase con l’obiettivo di raggiungere quanto prima, pur nella consapevolezza che i tempi saranno lunghi, una verità il più possibile completa sulla tragica fine di Cinzia. I legali delle parti sono stati convocati nella caserma dei Carabinieri di Palau dalla pm Noemi Mancini per il conferimento ufficiale degli incarichi ai periti.
Questi sono chiamati a eseguire l’autopsia sul corpo della vittima, prevista per domani mattina a Sassari e a compiere oggi pomeriggio ulteriori accertamenti nella tenuta Conca Entosa di proprietà di Ragnedda, il luogo dove si è consumato l’omicidio e dove era stato nascosto il corpo. Il pool di esperti nominati dalla pm sarà affiancato da tutti gli avvocati coinvolti nel caso.
Dall’autopsia sulla giovane emergerà come è morta la ragazza e se ha subìto violenza sessuale. Per ora è emerso dalla Tac che la 33enne presentava ferite da arma da fuoco, ma sarà l’autopsia a spiegare quale di questi colpi è risultato fatale e quanti di essi hanno raggiunto la vittima.
Gli indagati per favoreggiamento.
Gli indagati per favoreggiamento sono per ora due: Luca Franciosi e Rosa Maria Elvo. Entrambi avrebbero avuto un ruolo nel ripulire la scena del delitto anche se ancora non è chiaro come e in che modo avrebbero aiutato il 41enne a sbarazzarsi delle prove dell’omicidio di Cinzia Pinna e del corpo della ragazza. È emerso che la ristoratrice di San Pantaleo avrebbe aiutato a pulire la villa e comprare un divano, ma sul 26enne lombardo è emerso che non è il giardiniere della tenuta di Ragnedda, ma sarebbe solo un conoscente dell’assassino.
Il corpo di Cinzia Pinna sarebbe stato spostato più volte e sono in corso accertamenti su questo. L’avvocata Nicoletta Mani, che difende Luca Franciosi insieme ai colleghi Antonello Desini e Maurizio Mani, ha spiegato prima del sopralluogo che loro partecipavano a tutti gli atti a tutela del loro assistito, che finora era stato sentito solo a sommarie informazioni, ma che chiedevano di essere sentiti dal pubblico ministero con un interrogatorio formale e le relative garanzie difensive. Ha aggiunto che attendevano con la massima serenità. La legale ha poi negato con fermezza tutto ciò che era stato detto sulla questione delle chiamate partite dal telefono dell’altra indagata e rivolte al loro assistito, sostenendo che non c’era nessun fondamento.
