Il razzo cinese ha sorvolato la Sardegna ma è caduto nell’Oceano Indiano, niente risveglio col botto in Italia

Razzo cinese

La caduta è avvenuta dopo le 5.

La cineseria spaziale che ci cade in testa, sorprendendoci nel sonno e distruggendoci la casa, fortunatamente, rimarrà solo uno spauracchio, almeno, per il momento.

Dopo il caso del 2 aprile 2018, in cui la Cina fece rientrare nell’atmosfera la stazione spaziale Tiangong 2 senza alcun controllo – cadde, infine, nell’Oceano Pacifico, senza causare danni a cose o persone, ma destando grande preoccupazione durante il suo ritorno nell’atmosfera -, la Cina ha nuovamente lanciato un razzo nello spazio senza pilotare il rientro nell’atmosfera del suo modulo propulsore.

Si tratta del Lunga Marcia 5B, che ha tenuto in apprensione i paesi che si affacciano nel Mar Mediterraneo. In particolare, 10 regioni italiane, tra cui la Sardegna, dato che la traiettoria incontrollata e imprevedibile del razzo sembrava poterlo portare a precipitare nel sud del Mar Mediterraneo. In allerta Protezione Civile e Agenzia Spaziale Italiana, che hanno monitorato il caso tutta la notte, ma pericolo scongiurato. Dopo aver sorvolato Sardegna e Calabria, li razzo si è diretto a est, finendo il suo percorso nell’Oceano Indiano. L’attrito con l’atmosfera lo avrebbe in parte frantumato, ma il corpo più pesante, alto 30 metri e con 5 metri di diametro, è precipitato nell’Oceano. “Il secondo stadio del razzo cinese Lunga Marcia 5B è rientrato nell’atmosfera sull’Oceano Indiano, in un’area vicina alle isole Maldive” ha annunciato poco dopo le 5 di oggi l’ASI, chiudendo il caso. Per fortuna, senza danni a cose o persone.

La speranza è che già a partire dalle prossime sortite nello spazio, la Cina curi anche il rientro nell’atmosfera dei propri mezzi spaziali, senza rischiare di materializzare uno dei peggiori incubi di tanti appassionati di astronomia e cinema.

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