L’abbandono dei rifiuti non cessa in Gallura, ma tante sono le iniziative.
Con l’arrivo dell’estate e l’inevitabile aumento della pressione antropica, la Gallura si ritrova nuovamente a fare i conti con l’atavica piaga dell’abbandono dei rifiuti e della gestione delle discariche abusive. Da Olbia ad Arzachena, passando per Palau e San Teodoro, il quadro che emerge dalle ultime settimane è quello di un territorio in bilico tra il desiderio di accoglienza turistica e il degrado che rischia di soffocarne le bellezze naturali.
Olbia, rifiuti e i Centri ambientali mobili.
A Olbia la situazione appare particolarmente critica in diverse zone periferiche e residenziali. Il primo maggio ha portato alla luce l’ennesimo scempio ambientale nella zona di Plebi, dove una vera e propria discarica abusiva a cielo aperto ha accolto residenti e visitatori con distese di sacchetti abbandonati. Non va meglio nel tessuto urbano: in via Su Tremuleu l’esasperazione degli abitanti ha raggiunto i livelli di guardia, con segnalazioni continue di accumuli che compromettono il decoro e l’igiene pubblica.
Per tentare di arginare il fenomeno e venire incontro alle esigenze di una popolazione che si moltiplica con l’arrivo dei vacanzieri, l’amministrazione ha risposto con l’attivazione di nuovi Centri ambientali mobili, pensati per facilitare il conferimento corretto ed evitare che le strade diventino immondezzai. In questi giorni il Comune sta consegnando anche i nuovi mastelli, più tecnologici rispetto a quelli di dieci anni fa.
Criticità in Costa Smeralda.
Spostandosi verso nord, ad Arzachena e nella rinomata Costa Smeralda, la tensione è palpabile. La chiusura dell’ecocentro di Naseddu a fine aprile ha innescato una vera emergenza, proprio mentre le strutture ricettive e le seconde case riaprono i battenti. Il Comune ha cercato di correre ai ripari istituendo un presidio unico contro l’abbandono dei rifiuti, una sorta di task force per monitorare i punti caldi e scoraggiare gli incivili. Anche a Baja Sardinia il malcontento è sfociato nella creazione di un comitato di cittadini che chiede a gran voce un intervento risolutivo, proponendo un’alleanza tra pubblico e privato per garantire servizi efficienti e controlli serrati.
La mossa del Comune di Palau per risolvere l’abbandono dei rifiuti.
Il pugno duro contro l’inciviltà non risparmia nemmeno Palau, dove l’amministrazione comunale ha annunciato tolleranza zero per chiunque venga sorpreso ad abbandonare scarti fuori dalle aree consentite. I controlli si sono intensificati ovunque, portando a risultati concreti anche a San Teodoro, dove tre giovani sono stati sorpresi e denunciati dalle autorità mentre tentavano di smaltire illegalmente dei rifiuti dandogli fuoco, un gesto sconsiderato che oltre all’inquinamento del suolo mette a serio rischio la sicurezza del territorio a causa dei focolai che possono scaturire.
La battaglia per una Gallura pulita è dunque entrata nel vivo. Tra telecamere di sorveglianza, nuove infrastrutture mobili e una vigilanza sempre più capillare, i comuni tentano di proteggere il brand turistico della Sardegna. Tuttavia, resta la consapevolezza che senza una reale collaborazione da parte di cittadini e visitatori, le sole misure sanzionatorie potrebbero non bastare a salvare l’immagine di un paradiso che, ogni estate, rischia di essere sommerso dai suoi stessi scarti.
