Tagli alle scuole in Gallura, CGIL e FLC: “Più danni del ciclone Harry”

I sindacati contro i tagli alle scuole in Gallura.

I segretari generali Danilo Deiana (CGIL Gallura) e Rossano Dore (FLC CGIL Olbia-Tempio) hanno rilasciato una dura nota contro il nuovo piano di dimensionamento delle scuole in Gallura. Attraverso un’analisi critica che paragona l’impatto della riforma a quello di un disastro naturale, le organizzazioni sindacali mettono in guardia le istituzioni e la cittadinanza su quello che definiscono un attacco frontale al diritto all’istruzione nei territori.

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Il paragone con il ciclone secondo i sindacati appare calzante, ma almeno l’avviso di allerta c’è stato. ”Quando il ciclone Harry si è affacciato sul Nord Sardegna, almeno è arrivato prima l’avviso: l’allerta rossa, i bollettini, i telefoni che vibrano, i comuni che si organizzano. Si chiudono i cancelli, si mettono in sicurezza le cose essenziali, si prova – per quanto possibile – a non farsi trovare impreparati”, dichiarano Deiana e Dore.

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”Con il dimensionamento scolastico, invece, l’allerta non è mai scattata: ci siamo ritrovati davanti alla decisione già presa, calata dall’alto, con i territori chiamati soltanto a prenderne atto – spiegano i segretari galluresi – E questo perché, fino a poche settimane fa, una Regione previdente aveva rispedito al mittente i tagli previsti dallo Stato, difendendo le specificità della Sardegna e rifiutando una logica meramente numerica”.

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Deiana e Dore sottolineano come, nelle linee guida iniziali, fosse stato ipotizzato per la Gallura un unico accorpamento, una soluzione che già allora i rappresentanti sindacali consideravano inaccettabile e da rigettare. Tuttavia, gli esponenti di CGIL e FLC rilevano oggi un esito ancora più grave. Nel piano definitivo gli accorpamenti in Gallura raddoppiano a due. Secondo i segretari, tale decisione colpisce duramente autonomie scolastiche definite in perfetta salute. Realtà ben radicate nel tessuto locale e considerate asset strategici per garantire la tenuta sociale ed educativa dei territori coinvolti.

”Noi, però, l’allarme lo avevamo lanciato – affermano -. Nel comunicato di alcune settimane fa la CGIL Gallura e la FLC CGIL di Olbia-Tempio avevano ricostruito i danni già prodotti negli anni passati e avevano denunciato con forza il commissariamento della Sardegna. Perché la scuola è materia politica: le scelte che incidono sui diritti, sui servizi e sul futuro delle comunità devono restare nel campo della responsabilità democratica”.

I sindacati denunciano come, nel momento in cui tali decisioni affidate esclusivamente a funzionari governativi, venga meno ogni visione d’insieme. In questo scenario, secondo i rappresentanti sindacali, l’azione istituzionale si riduce a una mera “meccanica dei parametri”, dominata da calcoli ragionieristici, automatismi e presupposti astratti che ignorano le reali necessità delle comunità.

Gli accorpamenti in Gallura.

I rappresentanti sindacali osservano che la situazione in Gallura, con l’accorpamento di Palau a Santa Teresa di Gallura si costringe alla creazione di un unico istituto comprensivo chiamato a unire territori profondamente diversi per distanze, esigenze e identità. Parallelamente, i segretari denunciano la perdita di un istituto comprensivo ad Arzachena, costretta a mantenerne in vita uno solo nonostante si tratti di un’area che, per pressione demografica, flussi e sviluppo, necessiterebbe di un rafforzamento e non di un indebolimento del servizio pubblico dell’istruzione

”In questo quadro, il paradosso è ancora più evidente: nel territorio gallurese si investe e si sperimenta anche sul versante dell’offerta formativa, fino alla nascita di progetti di istruzione privata di qualità come la prima scuola internazionale della Sardegna. Mentre lo Stato, invece di rafforzare la scuola pubblica per garantire pari opportunità e coesione sociale, taglia e riduce spazi di crescita e formazione”, dicono Dore e Deiana.

Allarme per i paesi.

CGIL e FLC evidenziamo un paradosso logico in cui il “ragionamento” istituzionale si avvita su sé stesso. L’amministrazione invoca lo spopolamento per giustificare il dimensionamento, ma finisce per tagliare proprio quei servizi che mantengono vivi i territori. Secondo i rappresentanti di CGIL e FLC, lo spopolamento viene utilizzato come un alibi, mentre nella realtà è il dimensionamento stesso ad accelerare il declino delle comunità.

Entrambi definiscono questa visione come “miope”, fondata su numeri e parametri che non ritengono più degni di analisi di fronte a scelte considerate scellerate e prive di motivazioni credibili. Per Deiana e Dore, la scuola pubblica non può essere ridotta a una semplice riga di bilancio da sistemare, rappresentando invece il presidio fondamentale che tiene insieme diritti, futuro e comunità. Essi ribadiscono che l’istruzione rende un territorio abitabile per le famiglie e sostenibile per i lavoratori; di conseguenza, tagliare le autonomie significa allargare le distanze, svuotare i servizi e indebolire la coesione sociale, alimentando un declino che viene poi usato ipocritamente come pretesto per ulteriori tagli.

”Lo vediamo nel Nuorese, dove la soppressione pesa come una pietra – aggiungono -. Cinque autonomie scolastiche cancellate. E dentro questo pacchetto torna a essere coinvolto anche lo storico Liceo Asproni, un accorpamento già ipotizzato nell’a.s. 2023/24 e allora respinto con determinazione da una comunità intera – studenti, famiglie e amministrazioni locali. Riproporre oggi quella stessa scelta, senza un confronto vero con il territorio, significa ignorare ancora una volta bisogni reali e voce delle comunità”.

”Per questo è indispensabile reagire. Costruire mobilitazione, pretendere trasparenza, aprire un confronto vero e riportare queste scelte dove devono stare. Nella responsabilità politica e nel controllo democratico delle comunità. La CGIL Gallura e la FLC CGIL di Olbia-Tempio, come sempre e da sempre, stanno al fianco dei territori, delle scuole, delle lavoratrici e dei lavoratori, delle famiglie e degli studenti che subiscono decisioni calate dall’alto. Sosterremo ogni iniziativa di protesta e di difesa della scuola pubblica: assemblee, presìdi, percorsi istituzionali e ogni azione sindacale necessaria, fino all’apertura di una vera e propria vertenza territoriale. Perché qui non si “razionalizza”: qui si tolgono diritti. E i diritti si difendono”, concludono Dore e Deiana.

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