L’inchiesta sui presunti abusi edilizi nella villa del sindaco Settimo Nizzi.
Settimo Nizzi, sindaco di Olbia, è stato rinviato a giudizio dalla gup del tribunale di Tempio Pausania, Federica Distefano, in merito ai presunti abusi edilizi nella sua villa. Il processo, fissato per il 10 marzo, riguarderà il cambio di destinazione d’uso di un seminterrato che sarebbe stato trasformato in vano abitabile, aumentando il suo volume del 30 per cento in contrasto con i vincoli paesaggistici.
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Nonostante il rinvio a giudizio per i reati edilizi, Nizzi e altri quattro co-imputati sono stati prosciolti dall’accusa più grave di lottizzazione abusiva. Parallelamente, la giudice ha respinto la richiesta di confisca della villa avanzata dal pm Alessandro Bosco. Tra le posizioni stralciate figura quella di Paolo Scaramuzzi, rappresentante della società Torre Terrata, per il quale è stato dichiarato il non luogo a procedere.
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Oltre al primo cittadino, il dibattimento coinvolgerà l’esecutore dei lavori Luigi Guerri e il direttore dei lavori Giovanni Antonio Spano, entrambi accusati di violazione delle norme paesaggistiche. Dovranno invece rispondere di falso l’ingegnere Giorgio Derosas, la progettista Sandra Deiana e il tecnico dell’ufficio vigilanza di Golfo Aranci, Raimondo Puggioni.
L’inchiesta.
La vicenda giudiziaria relativa alla villa di Settimo Nizzi a Golfo Aranci ha avuto inizio ufficialmente nell’ottobre del 2019. In quel periodo, gli uomini del Corpo Forestale hanno apposto i sigilli all’immobile in località Terrata su disposizione della Procura di Tempio Pausania, ipotizzando reati di abuso edilizio e falso.
L’inchiesta si è concentrata fin da subito sulla validità dei titoli abilitativi e su alcune difformità strutturali, come la trasformazione del seminterrato da locale di sgombero a zona abitabile e irregolarità riguardanti la piscina. Il caso è tornato prepotentemente alla ribalta proprio in questi giorni, nel gennaio 2026, a causa della decisione del GUP di Tempio Pausania di disporre il rinvio a giudizio per il sindaco. Sebbene una parte degli abusi edilizi sia ormai estinta per prescrizione, Nizzi dovrà affrontare il processo per le accuse legate al cambio di destinazione d’uso e alle violazioni di natura paesaggistica.
La parabola politica di Settimo Nizzi, indicato già un anno fa come possibile guida per la Regione, si scontra oggi con le incognite del fronte giudiziario. La sua candidatura era stata lanciata ufficialmente dal segretario regionale di Forza Italia, Pietro Pittalis, durante il congresso provinciale di Olbia. Con l’apertura del processo fissata per marzo, la posizione del sindaco diventa più delicata: le accuse di violazione dei vincoli paesaggistici potrebbero trasformarsi in un ostacolo politico non indifferente, complicando il consenso attorno al suo nome proprio nel momento decisivo per la scelta dei vertici regionali.
