Consorzio di Porto Rotondo, “Ecco cosa succede dopo la sentenza del Tar”

In merito alla vicenda del Consorzio di Porto Rotondo e dell’articolo pubblicato il 31 gennaio, Andrea Verardi, del Consiglio di Amministrazione, ha rilasciato alcune precisazioni. ”La sentenza del TAR Sardegna, che ha visto porre in capo al Comune di Olbia la presa in carico dei servizi di sua spettanza, non dice, come scritto nell’articolo, che il Consorzio cesserà di governare il borgo. Anzi, al contrario, ne ha ribadito la legittimità giuridica e funzionale”.

”Il Consorzio è una Associazione con Personalità Giuridica, emanazione di accordi tra Consorziati, accordi che si trasferiscono con l’acquisizione degli immobili siti nel Borgo – prosegue la nota – Il Consorzio, ha compiti più ampi di quelli relativi ai servizi che saranno trasferiti al Comune, evento quest’ultimo peraltro atteso. Solo i Consorziati hanno il potere di sciogliere questa Associazione, e proprio l’Assemblea dei Consorziati, tenutasi lo scorso dicembre, ha votato all’unanimità di non volere lo scioglimento e liquidazione del Consorzio, confermando che il Consorzio proseguirà la sua attività di servizi ai Consorziati, funzionali alla tutela e salvaguardia del Borgo”.

”In questo contesto, il bilancio preventivo 2025 è stato approvato dai Consorziati non, perché “del domani non c’è certezza” ma perché il CdA ha ben chiaro che il Comune di Olbia ha bisogno di tempo per organizzare la presa in carico dei servizi indicati nella sentenza del TAR, e nel contempo, perché il Consorzio deve continuare ad erogare quei servizi indicati nello Statuto, non oggetto della sentenza del TAR, per fornire i quali i sessanta dipendenti del Consorzio, assunti a tempo indeterminato, sono tutti, nessuno escluso, necessari ed indispensabili”.

”Per ribadire e fugare ogni dubbio, i dipendenti del Consorzio non debbono temere per la loro occupazione e chi frequenta Portorotondo – conclude la nota – non deve temere che il Borgo diventi terra di nessuno. Non lo vuole il CdA e non lo vuole sicuramente il Comune di Olbia, ma soprattutto non lo vogliono i Consorziati, gli unici legittimati a decidere il futuro del Consorzio”.

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