A Olbia la rivolta delle cozze: ottima produzione, ma troppi problemi

Il consorzio produttore delle cozze di Olbia segnala le criticità

Raffaele Bigi, presidente del consorzio molluschicoltori che produce le famose cozze di Olbia, ha illustrato alcune delle problematiche che affliggono il settore dell’acquacoltura. E lo ha fatto partendo dalla scarsa valorizzazione del prodotto a livello locale. Secondo Bigi, le cozze, regine del Golfo, hanno ormai creato una riconoscibilità tale da promuovere gratuitamente la città: “Oltre a rifornire l’enogastronomia regionale, esportiamo il prodotto in Italia, dove serviamo 10 milioni di consumatori, soprattutto al centro-nord. Ci sono località che fondano la loro identità sui prodotti del territorio, eppure a Olbia l’evento più importante è la sagra delle cozze per San Simplicio. Questo chiaramente non è sufficiente ed è necessario maggiore impegno da parte dell’amministrazione nella loro promozione”. Secondo il presidente, è importante rispettare le caratteristiche del territorio, mettendo al primo posto l’ambiente naturale e, a seguire, i suoi prodotti, che nel caso di Olbia sono frutti di mare e vino.

La noncuranza del Comune di Olbia e i problemi in Regione

“Il Comune – prosegue Bigi con un po’ di amarezza – non ha mai menzionato l’acquacoltura nemmeno nel Puc, presentato in Regione due anni fa. Inoltre, come il Cipnes, non ha sostenuto il consorzio contro il deposito di Gnl, che comunque è stato bloccato dal ministero. 104 anni di storia e tradizione ignorati”. Altro problema, l’assenza di un porto dove poter ormeggiare le barche: “Pensi che il Golfo di Olbia possiede 10 km di costa, di cui 2,5 occupati da cantieristica e diportistica. Sa quanto spazio occupa l’acquacoltura? 100 metri”. E qui entrano in gioco anche le lentezze della burocrazia ordinaria: “Abbiamo chiesto tutti i permessi per l’area a terra. Non dobbiamo nemmeno fare lavori, eppure è tutto bloccato da mesi”. Allargando poi lo sguardo al contesto regionale, quello che il presidente chiede è maggiore spazio e qualcuno che conosca bene il settore: “Attualmente, in Sardegna operano 200 aziende, di cui 80 nella pesca, che producono un fatturato da 70/80 milioni di euro. Eppure, non riusciamo a trovare un interlocutore regionale più vicino a noi e il nostro comparto rientra ancora nell’assessorato dell’agricoltura”. Altro tasto dolente, la mancata erogazione degli indennizzi per la perdita di prodotto avvenuta nel 2022.

La produzione per il 2024 è ottima

Tuttavia, ci sono anche belle notizie. La produzione di cozze a Olbia per il 2024 è quantitativamente ottima, nonostante l’imprevedibilità del clima: “A causa della siccità e di temperature primaverili sotto la media – spiega il presidente – le cozze sono solo un po’ meno in carne, ma il loro sapore e la loro qualità sono inalterate. Trattandosi di un prodotto totalmente naturale, noi non possiamo intervenire in nessun modo”. Concludendo, Bigi ricorda l’impatto positivo che le produzioni del consorzio hanno sul mare: “I nostri 150 ettari, che sono in concessione fino al 2033, contribuiscono a scongiurare il fenomeno delle microalghe e delle mucillagini, che spesso attanagliano l’Adriatico. Migliorando l’ambiente, permettono a flora e fauna marina di svilupparsi, a vantaggio di tutto il territorio e della comunità”.

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