Fogna in tilt a Olbia, nel mirino c’è Abbanoa
Neanche l’intervento del sindaco di Olbia ha risolto il problema della fogna in strada, sotto accusa c’è Abbanoa. “Anche la telefonata del sindaco non è servita a smuovere Abbanoa”. A parlare è Alfideo Farina, vicepresidente del Consiglio comunale e membro della commissione Lavori pubblici. Interviene con parole dure sulla gestione della crisi fognaria tra via Fontanesi e via Correggio. La situazione, denunciata da settimane dai residenti, si fa sempre più critica. E ora è la politica a chiamare in causa direttamente l’ente gestore.
L’intervento di Alfideo Farina
Dopo le segnalazioni dei residenti – esausti per la fuoriuscita di liquami maleodoranti che invade cortili e verande – arriva una testimonianza pesante, quella del consigliere Alfideo Farina. “Ho fatto tutti i passaggi possibili: ho contattato Abbanoa da cittadino e poi da consigliere comunale, ho coinvolto la polizia locale, e infine ho parlato direttamente col sindaco Settimo Nizzi, che a sua volta ha sollecitato Abbanoa. Ma non è cambiato nulla”. Il caso riguarda un tratto della rete fognaria cittadina gravemente ostruito. I residenti riferiscono che il pozzetto in via Fontanesi, all’incrocio con via Correggio, è da oltre un mese e mezzo un focolaio costante di liquami e odori insopportabili, con un peggioramento evidente dopo le piogge. Abbanoa è intervenuta solo a intermittenza, con aspirazioni temporanee e uno scavo poi abbandonato in via Stromboli. Ma il problema resta.
“Il fatto che nemmeno l’intervento diretto del sindaco riesca a ottenere una risposta efficace da Abbanoa è estremamente grave”, denuncia Farina. “Significa che siamo di fronte a un ente sordo e incapace di agire, anche di fronte a un’emergenza sanitaria”.
Farina va oltre, sottolineando il rischio per la salute pubblica: “Ci sono famiglie con bambini piccoli, persone costrette a vivere con le finestre chiuse in mezzo ai miasmi. Questo non è più solo un disservizio, è un caso sanitario. Ho trasmesso il mio disappunto al sindaco, che ha confermato di aver chiamato Abbanoa senza ottenere alcun effetto. E’ evidente che la riforma dell’ente sia urgente”.
I cittadini, nel frattempo, continuano a sollecitare interventi. L’ente, secondo i residenti, si trincera dietro giustificazioni tecniche come un’ostruzione sabbiosa, ma i cittadini sanno che anche questo genere di problemi è appannaggio di Abbanoa e si chiedono perchè l’ente non intervenga a disostruire o sostituire le tubature. “Non è cambiato niente, ogni giorno ci svegliamo con l’odore della fogna”, conferma Luigi Bagatti. “Siamo stanchi di rimpalli tra enti, ci sentiamo abbandonati”.
La situazione appare bloccata: le responsabilità si intrecciano tra Abbanoa, Comune e Asl, ma nessuno – al momento – ha preso in mano il problema con decisione. Farina confida nel lavoro della presidente della Regione Alessandra Todde, che si starebbe occupando della questione anche in un’ottica più ampia di riorganizzazione del sistema idrico regionale.
Nel frattempo, però, la realtà resta la stessa: fogne a cielo aperto, puzza insopportabile, bambini che non escono più in strada a giocare e cittadini disperati che non vogliono più aspettare.
