“Mia Moglie”, anche una donna gestiva il gruppo con iscritti anche dalla Gallura

Il caso ”Mia Moglie” e le indagini.

A pochi mesi dallo scandalo “Mia Moglie”, il gruppo social, dove erano iscritti alcuni uomini anche dalla Gallura, c’era anche una donna. Dagli accertamenti sui dispositivi sequestrati dalla polizia postale, come riportato da Repubblica, emerge una vicenda ancora più sconvolgente, in quanto il gruppo sarebbe stato aperto per condividere foto di donne senza il loro consenso.

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Secondo gli inquirenti, i due amministratori, un uomo e una donna, si sarebbero serviti di telefoni e schede SIM intestate a terzi per cercare di nascondere la propria identità. Il loro compito era quello di moderare l’attività del gruppo e pubblicare i contenuti. La Procura di Roma contesta a entrambi la diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite. Questa accusa si riferisce alla pubblicazione sistematica di foto e video di donne, spesso del tutto ignare di essere esposte a una platea di migliaia di utenti.

L’inchiesta era partita il 19 agosto, dopo la denuncia di una donna contro il gruppo, che contava oltre 32mila iscritti. Una delle vittime aveva scoperto che il suo partner aveva pubblicato alcune sue foto, scattate di nascosto. Presto si è scoperto che non era l’unica ignara. Parallelamente, era attivo anche un canale Telegram connesso, dove alcuni utenti condividevano versioni ancora più esplicite del materiale, ampliandone la diffusione. Alle indagini è stato associato anche il sito Phica.eu, dove c’erano anche foto di ragazze galluresi e di tutta la Sardegna, famose o meno, diffuse nella medesima maniera: senza aver chiesto loro il consenso.

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