Cagliari: un campionato tra alti e bassi

L’inizio campionato del Cagliari Calcio.

Sono state disputate nove gare di questo campionato di Serie A edizione 2020-2021 e il Cagliari si ritrova a centro classifica, non distante né dalla zona Europa, né dalle zone più calde della classifica. In questo inizio di stagione la squadra allenata da Eusebio Di Francesco ha alternato buone prestazioni ad altre poco edificanti ma, soprattutto, ha lasciato intendere di avere enormi margini di miglioramento.

La squadra di Di Francesco ha grandi margini di miglioramento.

È dall’inizio del campionato che la squadra del tecnico abruzzese viaggia a corrente alternata, contrapponendo prestazioni convincenti sia dal punto di vista del gioco che del risultato ad altre a dir poco deludenti. I rossoblu non sembrano ancora essere riusciti a trovare la quadra, ma la sensazione è che ciò potrebbe accadere da una settimana all’altra. Certo, l’assenza a centrocampo di un giocatore di livello superiore come Radja Nainggolan si fa sentire, ma è altrettanto vero che il nuovo arrivato Marin, in uno con le sicurezze Rog e Nández, vanno a formare uno dei reparti più solidi e interessanti della categoria. Resta da sciogliere il nodo legato al modulo, con Di Francesco che dopo il rientro di Pavoletti a pieno regime si ritrova a fare i conti con due potenziali centravanti titolari e con una seconda punta come Joao Pedro che dà il meglio di sé quando è libero di variare su tutto il fronte offensivo. Un modulo rigido, il 4-3-3 o il 4-3-1-2, andrebbe infatti a penalizzare eccessivamente molti degli attaccanti a disposizione del tecnico abruzzese, a cui va comunque riconosciuto il merito di essersi adattato subito alle caratteristiche dei suoi giocatori. E così al 3 di dicembre, in un campionato in cui secondo le scommesse sulla Serie A di Betway, a quota 2,20, la Juventus è indicata come la favorita per la vittoria dello scudetto, per il Cagliari la salvezza dovrebbe essere una mera formalità ma la sensazione è che se i cagliaritani dovessero ingranare la marcia giusta davvero potrebbero riuscire a togliersi delle belle soddisfazioni. Il campionato di Serie A, tuttavia, ci ha insegnato che nulla deve essere dato per scontato e che, più spesso di quanto si possa pensare, a retrocedere sono state delle squadre che miravano a un campionato tranquillo. Di Francesco dovrà essere bravo a mettere tutti i tasselli al proprio posto e a tenere alta l’asticella della concentrazione di un gruppo e di una piazza che vivono di emotività.

L’obiettivo è allontanarsi quanto prima dalla zona retrocessione

Mentre l’anno passato il sogno neanche troppo velato dei sardi era la qualificazione all’Europa League, per ammissione dello stesso Giulini e di Di Francesco quest’anno i cagliaritani vogliono raggiungere una salvezza tranquilla, per poi magari sognare altri traguardi nella seconda parte del campionato. Mai come questa volta in fondo alla classifica regna il caos e sono diverse le squadre che sembrano destinate a lottare in zona retrocessione. A differenza di quanto avvenuto negli anni scorsi, le neo promosse Benevento, Spezia e Crotone hanno tutti i mezzi per giocarsela alla pari con le dirette rivali e la sensazione è che davvero qualcuna delle “grandi” potrebbe essere risucchiata in zona retrocessione. A oggi una delle compagini maggiormente in difficoltà è sicuramente il Genoa della famiglia Preziosi, reduce già da due salvezze raggiunte all’ultima giornata ma che, alla vigilia di questo campionato, pareva aver allestito un squadra in grado di salvarsi senza troppe difficoltà. Gli arrivi di Pellegrini e Zappacosta, in uno con quello dell’ex tecnico dei rossoblu Maran, aveva fatto sperare i tifosi in un campionato migliore rispetto ai precedenti, ma almeno sino a ora le cose non sono andate secondo le previsioni. E così, con soli 5 punti conquistati in nove gare, il Genoa si ritrova al penultimo posto in classifica, con due punti di vantaggio sul Crotone, che comunque ha dato segnali di ripresa, e a tre punti dal quartultimo posto attualmente occupato dalla Fiorentina. La viola è stata la prima squadra a cambiare allenatore, con Beppe Iachini che ha ceduto il posto in panchina a Cesare Prandelli, il quale però non è ancora riuscito a invertire la rotta.

La storia centenaria del Cagliari impone alla società, alla dirigenza e ai calciatori di dare sempre il massimo e la sensazione è che quest’anno i rossoblu possano togliersi delle belle soddisfazioni: lo meritano gli abitanti di una Regione che da sempre vive di calcio e del Cagliari Calcio.

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