Calcio dilettante della Gallura nell’emergenza: “Senza giocatori e sponsor”. Confronto sulla ripresa dei campionati

Il calcio dilettantistico dopo il coronavirus.

Coi campionati sospesi per l’emergenza coronavirus, l’estate alle porte le società di calcio della Gallura iniziano a fare i conti con le difficoltà di gestione e programmazione. “Abbiamo bisogno di certezze nell’immediato“, spiega Riccardo Bua, presidente del Calcio Budoni, una delle due squadre della Gallura militanti nel campionato di Serie D.

“Ovviamente passa tutto in secondo piano, ma aspettavamo i contributi di alcuni sponsor e del Comune, che non sono arrivati. Viene prima la salute delle persone, di conseguenza è giusto che si metta tutto il resto in secondo piano. Ma le società di calcio si trovano in difficoltà, non soltanto dal punto di vista economico, ma anche dal punto di vista logistico”, prosegue il presidente del Budoni.

Sull’ipotesi di giocare due volte alla settimana, Bua replica: “Non siamo mica professionisti. Anche coi tesserati abbiamo problemi. Ad esempio abbiamo un tesserato argentino che non può tornare a casa, visto che in Argentina hanno sospeso tutti i voli, e la società deve assicurargli vitto e alloggio. E non è l’unico caso. Costi che affrontiamo nell’incertezza di dover o no proseguire il campionato. I calciatori che invece sono fuori, una volta tornati qui dovrebbero fare in ogni caso un periodo di quarantena”.

Insomma, il caos. “Se la quarantena proseguirà oltre il 13, è impensabile allenarsi e disputare partite rispettando le distanze interpersonali. I medici e gli esperti dicono che non ci libereremo della pandemia così facilmente. A Wuhan hanno allentato la tensione e sono iniziati i contagi di ritorno. Noi non vogliamo una simile responsabilità“, aggiunge il massimo dirigente.

Dello stesso avviso le squadre che militano nel campionato di Eccellenza. “Le società avranno grosse difficoltà. Sponsor e dirigenti non potranno certamente supportare le squadre come prima e anche i giocatori probabilmente dovranno accettare nel futuro dei rimborsi inferiori rispetto al passato. Bisogna prendere atto della nuova situazione, tutti, federazioni comprese – afferma Marco Piemonte, dirigente del Porto Rotondo -. Se saremo costretti sarà un finale di campionato falsato“.

Le società sarde iscritte ai campionati della Lega Nazionale Dilettanti segnalano più o meno tutte le stesse difficoltà. Primo problema fra tutti, aver lasciato partire alcuni giocatori che dovrebbero richiamare indietro con ulteriori spese a carico. Inoltre, i giocatori, una volta tornati in Italia, dovrebbero fare un ulteriore periodo di quarantena.

Di conseguenza, alcune società potrebbero avere problemi anche a mettere insieme un organico minimo di giocatori, premesso che molti dei loro atleti lavorano nel settore turistico, e con la stagione alle porte, dovrebbero fare una scelta obbligata, favorendo il lavoro rispetto alle partite e agli allenamenti.

Sono rilevanti i problemi di natura economica, con la perdita di alcuni sponsor, privati e pubblici. Tutte le società si dicono pronte ad accettare le decisioni della LND, ma la soluzione che accontenterebbe la maggior parte delle squadre, con alcune eccezioni, sarebbe quella di terminare anticipatamente i campionati, congelando le classifiche attuali, senza retrocessioni e con due promozioni.

Un’idea già presentata alla LND Sardegna, che però segue la linea nazionale. “L’intendimento della LND a livello nazionale e a 360 gradi, – inclusi quindi i campionati di calcio, calcio a 5 e i campionati giovanili – previa l’autorizzazione da parte dei Ministeri competenti, è di completare i campionati facendo disputare le partite mancanti, eventualmente anche con turni infrasettimanali. Nel caso in cui non ci fosse l’autorizzazione, allora saranno prese in esame altre soluzioni”, afferma Gian Piero Pinna, consigliere del Comitato Regionale Sardegna della FIGC – LND eletto dalle squadre della Gallura.

È diffusa, negli ambienti calcistici, l’idea che anche se il Comitato Regionale della LND intende seguire la linea nazionale, in assenza dell’autorizzazione delle autorità, potrebbero essere prese in considerazione altre soluzioni, eventualmente diverse da regione a regione e a seconda che si tratti di competizioni giovanili o delle prime squadre.

Nel frattempo, l’UEFA ha reso noto che per terminare i campionati nazionali c’è tempo fino a tutto agosto. Il Belgio ha congelato le classifiche dei campionati di calcio, dichiarando la definitiva sospensione delle competizioni e rischiando l’esclusione delle proprie squadre da tutte le coppe europee.

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