Olbia Calcio, Aresti sulla sfida salvezza: “Urlandoci “pecorai e sardagnoli” ci hanno motivati di più”

Il portiere del olbia racconta l’ultima decisiva partita.

Simone Aresti, portiere, uno dei protagonisti della rocambolesca salvezza dell’Olbia, ha raccontato alcuni aneddoti sui playout che hanno determinato la conquista della salvezza sul campo da parte della squadra gallurese.

“Il 5 giugno sto tagliando l’erba del mio giardino quando sento squillare il mio telefono – racconta il portiere – . É il team manager : “Simo, entro domani devi devi essere ad Olbia, ci giochiamo tutto con i playout”. Penso sia uno scherzo. Ma non lo é – prosegue il portiere -. Non mi alleno da 3 mesi e mezzo e pensare di giocarmi tutto in due partite è pura follia”.

La ripresa è intensa. “Salgo sulla bilancia, peso solo 73 kg. Chiamo il mio nutrizionista per farmi preparare un piano di integrazione per riprendere massa e forze. Il giorno dopo saluto la mia famiglia, parto ed inizia la trafila di tamponi, sierologico e adattamento a tutte le nuove procedure. Primi allenamenti ed io non sto in piedi, penso che questa volta sia davvero dura. Venti giorni e 40 allenamenti dopo peso 76 kg, non sono al top ma sono pronto a dare il massimo“.

Finalmente il campo.Vinciamo la prima partita e speriamo nella seconda. 30 giugno 2020, seconda ed ultima partita decisiva fuori casa. Siamo sotto di 1 a 0 e siamo rimasti in nove a 30 minuti dal termine“.

L’orlo del baratro, gli insulti, l’orgoglio. “Siamo praticamente retrocessi e da fuori lo stadio ci gridano “pecorai e sardagnoli” non sapendo che toccandoci nell’orgoglio ci stanno motivando ancora di più. Novantatreesimo minuto, segniamo, siamo salvi. Le mie gambe cedono sotto l’abbraccio di tutti e finalmente sono felice e soddisfatto di aver portato a termine il mio lavoro. Lascio Olbia da vincente e con un altra grande storia da raccontare a mio figlio“.

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