Mercato, campionato e stadio: il presidente Marino descrive il futuro dell’Olbia Calcio

Il presidente Marino parla di bilancio e strategie future.

Concluso il campionato, in casa Olbia è già tempo di tracciare una linea su quello che è stato il vissuto di un’annata lunga e appassionante per proiettarsi con fiducia e fresco entusiasmo verso la prossima stagione che la vedrà prendere parte al quarto campionato consecutivo di Serie C. A rispondere alle domande e alla curiosità sul campionato che è stata e su quelle che saranno le strategie per il futuro è stato il presidente dei bianchi Alessandro Marino. Tanti e sfaccettati i contenuti e gli spunti di riflessione sviscerati dal patron bianco nel corso della lunga chiacchierata con i cronisti. 

Il bilancio della stagione

È proprio dalla stagione appena conclusa che si parte. Un campionato complicatosi nella prima metà e raddrizzato con personalità e vittorie di grande prestigio nella seconda parte: “Ci eravamo visti a gennaio in una situazione di classifica piuttosto preoccupante, ci ritroviamo oggi a commentare un girone di ritorno certamente positivo per un ruolino di marcia che ci ha visto raccogliere 22 punti. Una media playoff che però non è stata sufficiente a compensare un girone di andata che ha condizionato la risalita”. 

Il ragionamento ruota attorno a due osservazioni principali: “Le tante operazioni del mercato di gennaio lo evidenziano, a inizio stagione abbiamo sbagliato la scelta di alcuni giocatori che pensavamo potessero darci un qualcosa in più che è mancato. Abbiamo però pagato anche i tanti e ripetuti infortuni che in diverse occasioni ci hanno costretto a giocare in piena emergenza, come successo per esempio a Cuneo”. 

Spiegazioni a cui vanno ad aggiungersi anche le verità indicate dai numeri: “Alcuni dati sono impressionanti: abbiamo perso 15 partite di misura e subito 26 gol su palla inattiva, un primato negativo che evidenzia un difetto strutturale della rosa, perché al contrario le reti subite su azione sono state appena 16, un indicatore tra i migliori della categoria”. 

Rammarico e medaglie

L’Olbia ha chiuso la stagione al tredicesimo posto a -7 dai playoff: “E sono convinto che tutto sommato tanti punti persi per strada li possiamo recriminare, ma è anche vero che nei momenti cruciali abbiamo palesato limiti di natura caratteriale ed emotiva. Come successo contro la Lucchese, quando avremmo potuto lanciare la volata dopo una grande rimonta”. 

Insomma, la classifica restituisce un’analisi a due facce, ma non mancano gli aspetti che portano sorrisi pieni: “Siamo riusciti a lanciare con intelligenza tanti giocatori di prospettiva e questo è un merito che ormai ci riconoscono tutti in giro per l’Italia. Penso a Bellodi e ai riscontri positivi ricevuti dal Milan, solo per citare un caso. Ci stiamo specializzando nella valorizzazione dei giovani talenti, un processo complesso che richiede capacità di lavoro, sensibilità e coraggio”. 

Dalla Lega un cambio di direzione

E proprio dal discorso sui giovani si scivola verso quelle che sono le nuove regole adottate dalla Lega Pro a partire dal prossimo campionato. Un netto cambio di direzione rispetto alle normative che evolvevano ormai da diversi anni verso la direzione di un livellamento dei valori tra i club: “È stata intrapresa una strada che non mi aspettavo, con un netto ribaltamento di quelli che sino ad oggi sono stati gli obiettivi condivisi della categoria. Si è deciso da una parte di non porre limiti al tesseramento dei giocatori over e dall’altra di mettere un tetto minimo di tre e un tetto massimo di cinque giocatori under incentivabili. È chiaro che con questa decisione la Lega non fa altro che indicare ai club la possibilità di scegliere tra due strategie opposte. La conseguenza, dal mio punto di vista, è che assisteremo a una spaccatura sempre più netta all’interno del campionato, ancora più di quest’anno che, per ragioni di natura differente, ci ha visto lottare contro squadre costruite per giocare la Serie B. Mi aspetto di vedere da una parte circa un terzo delle squadre che investirà per lottare per le prime posizioni e dall’altra un grande gruppo di club che continueranno a sposare la mission di categoria”.

La strategia dell’Olbia

Il presidente la spiega in maniera chiara e diretta: “All’interno di questo scenario, l’Olbia punterà con decisione sulla di valorizzazione dei giovani. Il nostro obiettivo sarà anzitutto eccellere in quello che sappiamo fare meglio e provare a essere la migliore squadra tra quelle che adotteranno la nostra medesima strategia. Posso dire comunque che vedremo sicuramente un’Olbia con meno giovani e più giocatori di esperienza in rosa e in campo perché le nuove regole ce lo consentono, ma anche con qualche innesto dal settore giovanile che quest’anno ha iniziato a raccogliere i primi frutti. Ho chiesto al mister di valutare attentamente ciò che abbiamo in casa, l’idea è quella di aggregare in rosa in pianta stabile tre ragazzi del gruppo che con la Berretti ha centrato i playoff”.

Quindi una puntualizzazione ancor più dirimente: “Questi sono i programmi attuali, ciò non toglie però che se domani dovesse arrivare qualcuno pronto a investire per puntare al salto di categoria io sono pronto a cedere la Società”. 

Capitolo stadio

Non può che andare di pari passo con la corsa sportiva: “È vero che il Nespoli è una struttura obsoleta, ma per la partecipazione al campionato di Serie C assolve pienamente la sua funzione. Ho sempre detto che costruire un nuovo stadio a Olbia deve presupporre la consapevolezza che sia un’opportunità che vada oltre all’utilizzo calcistico. Anche in questo caso sono disposto ad ascoltare chiunque sia interessato a ragionare sull’idea e a mettermi in gioco. Per adesso stiamo bene al Nespoli, sperando che si trovi quanto prima con l’amministrazione una soluzione per l’adeguamento all’impianto di illuminazione che ci impone l’ottenimento delle licenze nazionali in vista del prossimo campionato”.

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