Come teste pure un norvegese accusato di stupro prima dei fatti di Ciro Grillo.
Due nuove udienze a porte chiuse a Tempio per il processo a carico di Ciro Grillo e altri tre imputati, tutti accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa. Domani e venerdì, a partire dalle 11.30, saranno sentiti gli ultimi consulenti della difesa: la psicologa Lucia Tattoli, lo psichiatra Enrico Zanalda, l’informatico Mattia Epifani e il medico legale Marco Salvi.
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Nell’udienza del 23 settembre scorso, era stato ascoltato Matteo Scarnecchia, figlio di Parvik Tadjik, moglie di Beppe Grillo, e dell’ex calciatore Roberto Scarnecchia. Un teste molto atteso, Enrique Bye Obando, ex compagno della studentessa, non si è invece presentato. Norvegese di origine nicaraguense, è accusato dalla ragazza di averla violentata in un campeggio in Norvegia, un anno prima dei fatti imputati ai quattro genovesi, avvenuti la notte tra il 16 e il 17 luglio 2019 nella villetta di Porto Cervo della famiglia Grillo. Intervistato, Obando ha negato le accuse, affermando che la ragazza gli avrebbe chiesto scusa per aver mentito.
Nel frattempo, Scarnecchia ha ricostruito, per oltre un’ora, la serata di cinque anni fa trascorsa con gli amici liguri, rispondendo alle domande su cosa e quanto avessero bevuto al Billionaire prima di lasciare il locale. In aula è stato proiettato un video girato da Scarnecchia, acquisito agli atti del processo, in cui si vede un bacio tra la studentessa e Ciro Grillo. “Quello che ricordo,” ha dichiarato il teste davanti ai giudici, “è la sorpresa dei quattro nel raccontarmi che la proposta era venuta dalla ragazza.”
I casi di violenza sessuale a Tempio.
In questo periodo nel tribunale di Tempio Pausania si sono svolti diversi processi per violenza sessuale, reato che in Gallura vede tante denunce. L’ultima udienza ieri, 5 novembre, che si è conclusa con la condanna di un 30enne a 5 anni di reclusione con rito abbreviato per aver picchiato e violentato una 15enne amica di famiglia.
L’uomo, nel dicembre 2022, con una scusa chiese alla ragazzina, oggi 18enne, di uscire con lui fuori dal bar dove stavano trascorrendo la serata con la famiglia di lei e poi la attirò dentro un garage, dove la picchiò a sangue e la violentò. Infine le minacce per non rivelare niente a nessuno una volta rientrata nel locale ferita e con i vestiti strappati, per costringerla a raccontare alla famiglia che era stata aggredita in strada da estranei e che lui l’aveva difesa. Ma la ragazzina si fece coraggio e portò l’amico a processo.




