Processo Ciro Grillo, assenti gli imputati. La psichiatra: “Lei non era partecipe”

Ciro Grillo

Nuova udienza del processo a Ciro Grillo.

Oggi, 13 giugno, è ripreso il processo a Ciro Grillo e i tre suoi amici genovesi, tutti accusati di stupro di gruppo ai danni di una studentessa, avvenuto in Costa Smeralda. All’udienza a porte chiuse nel tribunale di Tempio Pausania, nessuno di loro è presente.

Gli imputati, che si trovano in Gallura, domani decideranno con i loro avvocati se presentarsi in aula per rilasciare dichiarazioni spontanee, in base all’andamento dell’udienza di oggi. In aula a Tempio sarà di nuovo proiettato il video della presunta violenza sessuale di gruppo ai danni della studentessa italo-norvegese, che è stato girato nella notte tra il 16 e 17 luglio 2019 nella casa di proprietà di Beppe Grillo a Porto Cervo.

È la difesa ad aver chiesto di proiettare i filmati, in seguito alla relazione presentata dalla consulente di parte civile, Marina Loi. La psichiatra che ha testimoniato in aula ha dichiarato che la giovane, all’epoca dei fatti 19enne, era passiva e non partecipe al rapporto sessuale. Inoltre, visto il tasso alcolico, questo proverebbe che la ragazza non era consenziente al momento dei fatti.

La difesa invece sostiene che nei video la ragazza era consenziente a quel rapporto sessuale. Si tratta dello stesso filmato che era stato proiettato a gennaio, quando la studentessa fu ascoltata in audizione protetta. In quell’occasione, la ragazza scelse di non assistere alla proiezione e le fu permesso di lasciare l’aula per alcuni minuti.

Nell’udienza di oggi si esamineranno anche le chat in inglese tra la studentessa e una sua amica, incaricando un traduttore. La conversazione risale al 2018 e questa chat è considerata fondamentale per smentire il fatto che la giovane è propensa ad avere rapporti sessuali con ragazzi in discoteca. Saranno poi ascoltati due periti di parte civile: il medico legale Marco Salvi e un consulente psichiatra. Il primo dovrà indicare in quali condizioni fisiche si trovava la presunta vittima quella notte di luglio di cinque anni fa, durante la quale sostiene di aver assunto un ingente quantitativo di alcol.

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