La nuova fuga di Elisa del Grande.
Elia del Grande è evaso ancora dal carcere e sono tuttora in corso le ricerche dell’evaso. Le attività di ricerca si concentrano nuovamente a Cadrezzate per rintracciare l’uomo di 50 anni evaso durante il periodo pasquale dalla struttura di Alba dove si trovava in regime di casa-lavoro. Il fuggitivo, già protagonista di una simile fuga lo scorso autunno, è noto alle cronache per aver ucciso nel 1998 i genitori e il fratello, contrari alle sue nozze con una donna straniera. Dopo aver scontato oltre 26 anni di reclusione sui trenta stabiliti in appello, l’uomo era stato trasferito nella struttura di custodia a causa di precedenti violazioni delle misure di sorveglianza.
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La sua compagna di Olbia.
Il movente di questo nuovo allontanamento sembra legato alla recente decisione del magistrato di sorveglianza che, seguendo il parere negativo della procura generale, ha esteso di un ulteriore anno la misura di sicurezza basandosi sulla valutazione della sua pericolosità sociale. Tale provvedimento ha infranto le speranze dell’uomo di ottenere la piena libertà entro la metà di aprile, deludendo anche i progetti della compagna di Olbia che attendeva il suo trasferimento in Sardegna per un periodo di vigilanza controllata. La donna ha espresso forte dissenso verso la scelta dei giudici, parlando di un accanimento immotivato e negando che l’uomo rappresenti una minaccia per la comunità.
La vicenda.
Di parere opposto è il sindaco di Cadrezzate, il quale ritiene che l’incapacità di rispettare le regole dimostri l’impreparazione di Del Grande al reinserimento sociale. Sebbene il primo cittadino escluda un clima di paura in paese, l’attenzione resta alta poiché l’evaso dispone di risorse economiche derivanti dall’affitto del forno di famiglia, ereditato nonostante la condanna per i fatti del 1998 a causa della scomparsa delle zie senza testamento. Sulla vicenda è intervenuto anche il sindacato di polizia penitenziaria Osapp, che interpreta l’episodio come l’ennesimo segnale di crisi di un sistema carcerario privo di controlli efficaci, sollecitando riforme urgenti per garantire la legalità e la sicurezza delle istituzioni.
