Anche in Gallura cresce il livello di istruzione, ma ancora lentamente

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Troppo pochi i laureati, ma c’è una timida crescita a Olbia e in Gallura.

L’Italia continua ad essere fanalino di coda tra le nazioni dell’Europa occidentale per numero di persone in possesso di laurea. Attualmente il nostro Paese non è riuscito a colmare quel gap che lo tiene lontano dalle nazioni più progredite. Ancora oggi nella nostra nazione pesa ancora la famiglia di origine, e, dunque, laurearsi sembra ancora una scelta d’élite, condizione che nel resto d’Europa è stata superata molto più velocemente, colmando il divario tra i figli dei laureati che hanno più possibilità di avere lo stesso livello di istruzione e chi nasce in famiglie dove i genitori sono meno istruiti.

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Un recente studio del portale Openpolis analizza proprio questo: il futuro di un bambino dipende ancora dal livello di istruzione e dalla ricchezza della sua famiglia di origine. Prende il nome di ascensore sociale, che in Italia ancora fa fatica a salire. Tuttavia, in mezzo a questo quadro generale deludente, c’è un timido segnale: il livello di istruzione delle nuove generazioni sta crescendo anche nel nostro Paese, anche se a velocità diverse tra nord e sud. Quello tra Mezzogiorno e Settentrione, infatti, è un divario che ancora oggi non è stato colmato del tutto ed è alla base della cosiddetta fuga dei cervelli da territori che non offrono opportunità occupazionali. Questo ultimo fattore è molto determinante sulla scelta di proseguire gli studi.

Eppure “avere un grado di istruzione più alto rende le persone meno vulnerabili al rischio di disoccupazione”, dice il rapporto di Openpolis ed è questo fattore a determinare una spinta per continuare gli studi. Se un tempo bastava un diploma di terza media oggi non è più sufficiente per trovare lavoro. In Italia, infatti, il tasso di occupazione dei laureati è dell’84,7%, percentuale che scende al 55% con la terza media. Eppure il titolo di studio dei genitori continua in Italia a influenzare quello dei figli e questo che mantiene forte il divario con il resto dell’Ue.

I dati della Gallura.

Gran parte della Gallura mostra una crescita dell’istruzione dei suoi abitanti, in particolare dei laureati e dei diplomati. Anche se, come nel resto dell’Isola, resta molto indietro sul numero dei laureati, soli tre anni (dal 2019 al 2022) il numero dei laureati è cresciuto in varie realtà del territorio. A Olbia il tasso dei laureati è cresciuto del 2,7% nei tre anni analizzati dal recente studio di Openpolis, che da anni si occupa anche del tema della povertà educativa. Anche il numero di chi ha conseguito la maturità nel frattempo ha mostrato un aumento percentuale del 2,8%.

Questo trend positivo è presente in gran parte dei comuni galluresi, ma anche nella maggioranza dei comuni sardi. Sono poche le realtà, anche nel Sud, dove si evidenzia una recessione nel livello di istruzione della popolazione residente. Nel territorio a mostrare i dati più incoraggianti è Alà dei Sardi, qui la crescita dei diplomati è di 7,8 punti, più contenuta quella dei laureati, di circa 3,9 punti percentuali. Ciò ha permesso un aumento dell’occupazione del 5,9%.

È proprio dai paesi più piccoli che arriva il trend positivo: a Luras l’istruzione secondaria è salita al 5% in tre anni, anche se il tasso dei laureati è salito del 1,9%. Il tasso di occupazione è salito grazie al livello di istruzione positivo. Tra le città più grandi della Gallura anche Arzachena segue un trend positivo: 2,3% in più di diplomati nel triennio 2019-2022 e quasi il 2% di laureati in più. A Tempio Pausania cresce il numero dei possedenti diploma terziario del 2,4%, mentre in maturati sono 1,2% in più. Si tratta di numeri molto bassi ma comunque incoraggianti.

Le eccezioni.

Questo perché c’è chi invece retrocede. In paesi come Trinità d’Agultu e Vignola, nei tre anni presi in esame dallo studio si è diplomato il 2,3% in meno di abitanti anche se cresce il numero di chi è in possesso di laurea (2,2%). Qui il tasso di occupazione è aumentato solo del 0,5%. A a Padru decresce il numero dei laureati che tra il 2019 e 2022 è del 1,2% in meno. Il tasso di occupazione infatti ha perso 0,8 punti.

A conclusione di questo studio si può dedurre che, seppure i segnali ci sono, il numero di chi è in possesso di titoli di studio di livello più alto della terza media cresce ancora poco in gran parte dell’Italia e dell’Isola. Per mettere in luce questo aspetto prendiamo in esame comuni dove la spinta a laurearsi o diplomarsi è altissima in soli tre anni. Ad Albaredo per San Marco (Sondrio) i diplomati sono cresciuti del 23,3% e i laureati di quasi il 10%. Ma si tratta ancora di realtà isolate nell’intero contesto nazionale.

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