Olbia tra vetrine spente e nuovi giganti: il tramonto dei negozi storici

Olbia con sempre meno negozi storici.

Dietro le chiusure stagionali di bar e negozi a Olbia si nasconde il cambiamento radicale subito dal tessuto commerciale della città negli ultimi anni. Fino a pochi anni fa Olbia era il ”paesone” scandito da ritmi lenti e con piccole botteghe e i negozietti a conduzione famigliare, ma pur sempre molto frequentati, sopratutto dai clienti più affezionati.

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Oggi è una città di medie dimensioni con un commercio che corre a due velocità. Da una parte cresce la grande distribuzione, il fast fashion, grandi supermercati e centri commerciali spostati verso le periferie come Poltu Cuadu, Sa Minda Noa, Basa, viale Aldo Moro e Zona Industriale, ancora prevalentemente raggiungibili via auto, rendendo la città dal sapore un po’ americano, dall’altra c’è il centro storico che vive solo durante la stagione estiva ed è qui che si inserisce il dibattito dell’amministrazione comunale contro la ”stagionalizzazione” del salotto buono.

Un commercio che cambia.

È proprio dal cuore del centro che è iniziata, paradossalmente, la parabola discendente del commercio tradizionale. Gli ultimi negozi che si sono arresi a questa trasformazione cono Cicci Sport, Prenatal e Andròs. Entrambi erano presenti in città da più di 40 anni e hanno chiuso i battenti nel 2025. Cicci Sport era un punto di riferimento per gli appassionati di sport perché a Olbia non c’era per anni nessun punto vendita dedicato ad attrezzatura e abbigliamento sportivo con quei brand e così completo capaci di competere con il gigante Cisalfa. Per anni è stato in via Regina Elena, in un grande locale, la stessa via che ospitava anche Andròs e Prenatal.

È proprio qui che ha resistito di più quel commercio di una volta che ha abbandonato quasi completamente il Corso Umberto. Poi Cicci Sport si è trasferito in via Genova con un locale più piccolo, ma sempre proponendo brand di qualità, fino alla sua chiusura nel 2025. Poco distante dal locale che ospitava il negozio c’era Prenatal che in città era presente da circa 50 anni. Questo era un punto di riferimento per neomamme e bambini con un grande locale completo di passeggini, abiti e accessori per bimbi e per donne incinte.

In via Regina Elena le serrande hanno continuato ad abbassarsi con Andròs che aveva annunciato la chiusura nel 2025. Questa strada fino a poco tempo fa era proprio il luogo dei negozi più storici e si congiunge con il quartiere Sa Rughe dove nel 2023 ha chiuso lo storico bazar che manteneva le caratteristiche di un negozio di una volta dove si trovava di tutto per la casa. Era il negozio più antico della città tanto che aveva compiuto 89 anni nel 2023.

Cosa resta di quell’Olbia vecchia.

Di negozi storici in via Regina Elena ne resistono ben pochi, come la gioielleria Pasella, l’antiquario e la pasticceria di zia Anna che è una vera e propria istituzione a Olbia la quale aveva ricevuto una pergamena per i 45 anni di attività nel 2022. Nel Corso Umberto, pieno centro storico di Olbia, le attività storiche oggi si contano purtroppo sulle dita di una mano. Resistono i negozi di ottica, come Priarone che è aperto dal 1948, l’ottico del compianto Gianni Ponsanu che ha più di 30 anni di attività, Fontana che si trova in via Angioy dal 1996 e l’attività storica di Firinaiu. Sono ormai radicate nel tessuto cittadino le insegne di Artigianato Pasella, presenti dagli anni Ottanta al Corso Umberto, quella di Michelino Deiana in via Acquedotto, Arimar e Ambrosio, che ha traslocato in un palazzo storico. Qualche altro negozio d’altri tempi resta disseminata lungo via Aldo Moro, testimone di un commercio che non si arrende. Tuttavia, quell’Olbia di un tempo, scandita dalle soste e dalle chiacchiere sulla soglia del negozietto vicino, sembra appartenere ormai a un’epoca lontana.

La città si è inevitabilmente adattata alla frenesia contemporanea, fatta di acquisti rapidi, clic compulsivi sul web e grandi capannoni anonimi che popolano la periferia. Eppure, in questo panorama che muta velocemente, le vetrine storiche che ancora resistono non sono semplici punti vendita, ma gli ultimi custodi dell’anima della vecchia Olbia. Varcare la loro soglia significa ancora oggi ritrovare un senso di comunità e di appartenenza che nessuna spedizione a domicilio potrà mai sostituire, ricordandoci che il valore di un acquisto risiede spesso nel rapporto umano che lo accompagna.

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