I sindacati sollevano il problema dei lavoratori stagionali in Gallura
Alta tensione tra domanda e offerta per il turismo in Sardegna, soprattutto in Gallura, secondo la Uil si sfiorano casi di caporalato. I datori di lavoro hanno difficoltà a trovare personale e sostengono le loro ragioni, ma i sindacati raccolgono il grido disperato di chi è sottopagato. “Parliamo con lavoratori che sanno a che ora devono entrare al lavoro, ma non sanno mai quando finiscono – denuncia Cristiano Ardau, segretario regionale UilTucs Sardegna -. Ci sono molti casi di sfruttamento e da quando abbiamo sollevato il problema stiamo ricevendo tantissime confessioni da parte dei lavoratori“. Nel Nord Sardegna e, soprattutto, in Gallura c’è un forte bisogno di lavoratori stagionali. “E ci sono racconti drammatici di situazioni che i lavoratori si trovano a sopportare. Casi che sembrano da caporalato”.
Nei gironi scorsi Ardau ha sottolineato quanto poco siano cresciute le retribuzioni in Sardegna rispetto al resto d’Italia e d’Europa. “Per alcune mansioni, il mismatch arriva al 75%, mentre in settori con retribuzioni più alte e carichi di lavoro più leggeri scende al 40% – aveva spiegato -. Camerieri, cuochi e banconieri guadagnano 1100/1200 euro al mese, contro i 1500/1600 di altri settori”.
“Il contratto nazionale non basta”
Gli albergatori e le associazioni datoriali assicurano che nella stragrande maggioranza dei casi vengono applicati i contratti nazionali. Ma non basta. “Il settore turistico merita figure qualificate e professionisti del settore e anche l’applicazione dei contratti nazionali non basta più, perché questi devono essere in linea con l’aumento dei prezzi. Cosa che non è ancora accaduta – sostiene l’assessora al Lavoro, Desirè Manca -. Pertanto, se gli imprenditori del settore turistico alberghiero, pur applicando i contratti di riferimento faticano a trovare personale le cause non possono essere esclusivamente riferite alla mancanza di formazione”.
Cavalca questa posizione il segretario UilTucs. “Anche l’assessora Manca sostiene che l’applicazione del contratto nazionale non basti più – continua Ardau -. Chiederemo un tavolo istituzionale per affrontare la questione come capita in alte Regioni, come la Liguria. Un tavolo con Regione, associazioni datoriali e sindacati per arrivare a garantire un integrativo ai lavoratori stagionali.
