Cinzia Pinna e la drammatica piaga del femminicidio in Gallura.
L’omicidio di Cinzia Pinna, avvenuto a Palau, ci ricorda drammaticamente che il femminicidio è una piaga sociale che ci riguarda da vicino. La violenza sulle donne riguarda, infatti, anche la Gallura e i dati degli omicidi di donne nel territorio dal 2000 a oggi mostrano chiaramente che nessun territorio geografico è esente da questo fenomeno. Nemmeno una piccola comunità come la nostra.
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Dal 2000 a oggi in Gallura sono state uccise sette donne. Può sembrare un numero irrisorio, ma non su un territorio di 159.098 abitanti. L’omicidio di Cinzia Pinna è stato uno dei fatti di sangue più efferati che ha coinvolto una donna negli ultimi 25 anni in Gallura. Prima di lei tanti nomi che vale la pena ricordare, come è importante non dimenticare le loro drammatiche storie. Elisabetta Naddeo, Isabelle Vanbelle, Erika Preti, Zeneb Badir, Lu Xian Cha. Poi c’è la scomparsa misteriosa di Rosa Bechere a Olbia.
Il femminicidio di Tempio.
Il 27 ottobre 2002 a Tempio Pausania fu brutalmente assassinata Elisabetta Naddeo, “colpevole” di aver rifiutato il suo assassino. Giuseppe Zanichelli, questo il nome del killer, era un ragazzo dall’infanzia problematica che infastidiva tutte le ragazze delle quali si invaghiva. All’epoca lo stalking non era reato penale e chi subìva il torto veniva lasciata senza tutele, a meno che l’autore non si fosse spinto oltre. E quel giorno accadde proprio questo. La 22enne andò a comprare un Cd musicale, ma non tornò a casa come previsto per cena. Lui la portò in un magazzino con una scusa e la uccise con un piccone. Per il delitto, con un movente sessuale, fu condannato a 30 anni di reclusione, ma oggi è già un uomo libero.
Due anni dopo a Loiri Porto San Paolo.
Isabelle Vanbelle fu uccisa a fucilate nel 2005 nella frazione di Azzanì perché suo marito, Gesuino Saba, non accettava la volontà della donna di lasciarlo a causa di abusi domestici. La donna aveva un figlio e lavorava come interprete. Per il delitto il 50enne fu condannato a soli 16 anni di carcere poiché ai tempi ai mariti assassini venivano concesse attenuanti rispetto ad altri omicidi. Oggi Saba ha finito di scontare la sua pena. Alla 37enne nel 2018 è stata dedicata una piazza a Loiri.
Il femminicidio di San Teodoro.
Dopo diversi anni, nel 2017, a San Teodoro si compì un delitto efferato. Erika Preti, turista di Biella, fu uccisa dal suo fidanzato Dimitri Fricano, entrambi in vacanza nel paese della Gallura. La giovane uccisa per un motivo davvero incredibile: aveva rimproverato il compagno di aver lasciato alcune briciole nel tavolo. Del caso si è parlato nelle cronache nazionali, anche per la decisione del tribunale di revocare la custodia in carcere perché il killer è obeso e malato. La famiglia della vittima si è battuta affinché l’uomo tornasse in carcere. L’uomo è stato condannato a 30 anni di reclusione.
La rapina a Budoni.
Lu Xian Cha, commerciante cinese, fu uccisa a coltellate il 10 aprile del 2017, a Budoni. Simone Delussu era entrato in quel negozio per mettere a segno una rapina. Al rifiuto della donna di consegnargli i soldi ha tirato fuori un coltello e ha colpito con violenza la donna. Il rapinatore è stato condannato a 20 anni di reclusione.
Il caso di Badir a Baja Sardinia.
Il 23 luglio del 2018, nella tranquilla Baja Sardinia, si consumò uno dei delitti più cruenti della storia odierna della Gallura. Zeneb Badir, cameriera marocchina, fu massacrata di botte da due coinquilini connazionali nell’alloggio che condividevano nel borgo arzachenese. Il pestaggio fu così violento che si ruppe un sanitario del bagno e la donna arrivò in condizioni disperate all’ospedale Giovanni Paolo II di Olbia, ma solo dopo ore dal massacro. Il delitto si consumò durante un festino di alcol e droga dove la donna fu uccisa per gelosia. Entrambi, Soufyane El Khedar e Hassissou Jalal, furono condannati a 21 anni di reclusione.
